Prima Presidenza Corte di Cassazione

Motivazione semplificata delle sentenze civili

Con decreto n. 136 del 14 settembre 2016, Il Primo Presidente della  Corte di Cassazione ha disposto che i Presidenti di sezione ed i Presidenti dei collegi giudicanti facciano quanto necessario affinchè la motivazione dei provvedimenti civili sia sintetica, chiara, e, comunque, commisurata al grado di complessità delle questioni trattate, fornendo, al riguardo, una serie di criteri che questi ultimi sono invitati a seguire. E ciò  anche al fine di ridurre i tempi di definizione dei procedimenti.

Riteniamo anche opportuno rammentarVi che, sempre nell'ottica di  accelerare i tempi della giustizia e facilitare, attraverso schemi di redazione degli atti, la lettura e la comprensione degli stessi da parte della Corte di Cassazione, nel dicembre 2015 il Consiglio Nazionale Forense aveva sottoscritto con quest'ultima due protocolli (uno per la materia civile e tributaria l’altro per la materia penale) nei quali venivano fornite raccomandazioni in ordine alle modalità di stesura dei ricorsi in Cassazione.

L’obiettivo di tali due protocolli è quello:

  • di favorire la chiarezza e la sinteticità degli atti processuali;
  • di formulare raccomandazioni per la redazione dei ricorsi funzionale a facilitarne la lettura e la comprensione da un lato e a dare maggiori certezze agli avvocati circa l’ammissibilità degli stessi dall’altro, onde evitare il deposito di atti difensivi “sovradimensionati” nel timore di incappare nelle “censure di inammissibilità per difetto di autosufficienza”,

auspicando che, in tal modo, il giudizio di legittimità possa divenire più veloce ed efficace.

Ritenendo di fare cosa utile e gradita, si allegano i due protocolli sopra citati che, nei rispettivi ambiti di competenza, forniscono uno schema di base secondo il quale dovranno essere redatti i ricorsi, in materia civile ed amministrativa da un lato ed in materia penale dall’altro, da depositare avanti la Corte di Cassazione; schemi, in entrambi i casi, improntati alla chiarezza, alla sintenticità ed alla facile, ma esauriente, comprensione dell’atto.
Il Consiglio