IL DIFENSORE D'UFFICIO

La difesa tecnica garantita dall'Avvocato nel processo penale è obbligatoria

 

Nel processo penale la difesa tecnica garantita dall’Avvocato è obbligatoria allo scopo di assicurare la buona amministrazione della giustizia e la tutela dei diritti; da ciò la necessità di garantire un difensore, il difensore di ufficio, a chi non abbia un suo Avvocato di fiducia, perché non ancora nominato o perché l'Avvocato di fiducia ha rinunciato o è stato revocato.
Il riferimento centrale dell'istituto della difesa d'ufficio è dato dall’articolo 24 della Costituzione, quale concreta attuazione del diritto di difesa. L’istituto della difesa di ufficio è espressamente regolato anche nel codice di procedura penale, all’articolo 97, a norma del quale “l'imputato che non ha nominato un difensore di fiducia o ne è rimasto privo è assistito da un difensore di ufficio”; “il difensore di ufficio ha l'obbligo di prestare il patrocinio e può essere sostituito solo per giustificato motivo” e “cessa dalle sue funzioni se viene nominato un difensore di fiducia”.

 

LA LEGGE DI RIFORMA DELL'ORDINAMENTO DELLA PROFESSIONE FORENSE E IL REGOLAMENTO PER LA TENUTA DELL'ELENCO NAZIONALE DEI DIFENSORI D'UFFICIO IN VIGORE DAL 27 OTTOBRE 2019

 

La legge di riforma dell'ordinamento della professione forense (legge 247/2012) ha conferito la delega al Governo per il riordino della disciplina dell’istituto della Difesa d’Ufficio (articolo 16), istituto che rappresenta nella massima espressione la responsabilità sociale degli avvocati.
La nuova disciplina è improntata a garantire la massima qualità professionale nell’esercizio di questa importante funzione, la effettività, continuità e competenza della difesa nell’arco di tutto il processo penale.
Il Governo ha esercitato la delega - nella interlocuzione con l’Avvocatura prevista dalla legge - con il D.Lgs. 31 gennaio 2015, n. 6 recante “Riordino della disciplina della difesa di ufficio, ai sensi dell’art. 16 della legge 31 dicembre 2012, n. 247”.
Il decreto indica i criteri e delle modalità di accesso ad un Elenco unico nazionale, mediante indicazione dei requisiti che assicurino la stabilità e la competenza della difesa tecnica e prevede che le domande di inserimento nell’Elenco unico nazionale siano presentate dagli Avvocati ai Consigli degli Ordini di appartenenza, per essere poi trasmesse con allegato parere al Consiglio Nazionale Forense.
E’ demandata, inoltre, al Consiglio Nazionale Forense la tenuta dell’Elenco unico nazionale nonché la individuazione dei criteri generali per la nomina dei difensori di ufficio sulla base della prossimità della sede e della reperibilità.
Il Consiglio Nazionale Forense ha provveduto con il "Regolamento interno per la tenuta e l'aggiornamento dell'elenco unico nazionale degli avvocati iscritti negli albi, disponibili ad assumere le difese d'ufficio". Il Regolamento è integrato dalla Relazione illustrativa.
Il Consiglio Nazionale Forense il 12 luglio 2019 ha deliberato, di modificare il Regolamento per la tenuta e l’aggiornamento dell’Elenco unico nazionale degli Avvocati iscritti negli albi disponibili ad assumere le difese di ufficio. Le modifiche si sono rese necessarie, a distanza di circa quattro anni di vigenza del precedente regolamento, in ragione delle numerose segnalazioni pervenute dai Consigli dell'Ordine degli Avvocati oltreché a quelle pervenute da singoli Avvocati inseriti nell’Elenco unico nazionale tenuto dal Consiglio Nazionale. Le specifiche ragioni che hanno condotto alle modifiche sono esposte nella relazione illustrativa. Il nuovo Regolamento è in vigore dal 27 ottobre 2019 e sostituisce integralmente il precedente risalente al 2015


ACCESSO PER INVIARE ISTANZE DI ISCRIZIONE, RINNOVO, SOSPENSIONE E CANCELLAZIONE NELL'ELENCO UNICO NAZIONALE

 

Per l’invio delle istanze di iscrizione, di rinnovo, di sospensione e di cancellazione nell’Elenco unico nazionale l’Avvocato deve accedere alla apposita pagina del sito web del Consiglio Nazionale Forense:
https://gdu.consiglionazionaleforense.it/
Si rammenta che l’accesso sarà disabilitato in data 20.11.2019; infatti ai fini dell’attivazione della nuova piattaforma gestionale adottata dal CNF è necessario interrompere il servizio di accesso per giorni 50 a decorrere dalla predetta data del 20 novembre.
Per quanto riguarda le istanze di permanenza scadenti il 31.12 2019 il periodo di interruzione del servizio sarà recuperato di giorni 30 al fine di compensare i periodo in cui l’accesso sarà disabilitato